Ciò che hai ereditato dai padri,
Riconquistalo, se vuoi possederlo d’avvero.
Goethe, Faust I
Il 24 marzo 2022, presso lo studio del notaio dott.ssa Alberta Canape in Città della Pieve (PG), nasce ufficialmente il “Centro per la Trasformazione Ontologica (C.T.O.)” con la sottoscrizione dell’Atto Costitutivo.
Alla Cerimonia di Fondazione hanno partecipato, in qualità di figure di riferimento di differenti linee di ricerca sulla trasformazione umana, Aldo Scarpulla (direttore della Scuola di Conduzione e Counseling di Gruppo dell’Istituto di Psicosintesi fondato da Roberto Assagioli), Marco Guzzi (fondatore dei Gruppi Darsi Pace) e Pier Luigi Lattuada (fondatore e direttore dell’Integral Transpersonal Institute).


La sede storica che ha ospitato il Centro nei suoi primi anni è Palazzo Bandini, in Città della Pieve, già sede dell’Associazione “Il Portale”.
Sede che fu scelta dal suo fondatore, Sergio Bartoli (1929–2009), medico e psicoterapeuta allievo di Roberto Assagioli, come “porta” per il futuro della cultura sulla trasformazione umana.
Per il Centro per la Trasformazione Ontologica si è scelta, per dare inizio alla sua attività, proprio questa sede, volendo riprendere consapevolmente quell’eredità e, insieme, “riconquistarla” con il proprio progetto di ontofenomenologia e di trasformazione ontologica.
In questo modo, il Centro si è avviato ponendosi in continuità con la tradizione della psicosintesi e con le sue radici nell’umanesimo italiano ed europeo, assumendo la forma di un’iniziativa autonoma di ricerca che intende contribuire alla riapertura di un campo di possibilità per l’essere umano e per la civiltà.
Questa scelta è espressione dell’intento di avanzare quell’intuizione di Assagioli (nucleo del suo Will Project) sulla necessità di ridurre la disparità tra saperi esteriori-tecnologici e saperi interiori-coscienziali, ripresa da Bartoli sottoforma di progetto culturale. Intuizione che, a sua volta, è espressione contemporanea della tradizione umanistica italiana, la quale dichiarò per la prima volta la necessità di un sapere sull’humanitas.
In questo senso, il porre la sede del CTO in questo luogo dell’Umbria, rappresenta simbolicamente il radicamento del progetto nelle fonti dell’umanesimo italiano.
